La menopausa è un evento naturale nella vita di ogni donna, ma quando arriva prima del previsto — cioè prima dei 40 anni — può cogliere di sorpresa e generare confusione, paura e tante domande.
Si parla di menopausa precoce (o insufficienza ovarica prematura) quando le ovaie smettono di funzionare normalmente prima di questa soglia, causando la cessazione del ciclo mestruale e una brusca riduzione degli ormoni femminili.
Riguarda circa l'1% delle donne sotto i 40 anni, ma è più comune di quanto si pensi.
Riconoscerla in tempo è fondamentale per proteggere la salute a lungo termine.
Si definisce menopausa precoce la cessazione dell'attività ovarica prima dei 40 anni. In medicina si usa anche il termine insufficienza ovarica prematura (POI, dall'inglese Premature Ovarian Insufficiency), che descrive meglio la condizione: le ovaie non producono più abbastanza estrogeni e la riserva di ovociti si esaurisce prima del normale.
È importante distinguerla dalla menopausa anticipata (che si verifica tra i 40 e i 45 anni) e dalla menopausa indotta chirurgicamente o da trattamenti come la chemioterapia. In tutti i casi, le conseguenze sul corpo e sulla salute sono simili, ma le cause e le strategie terapeutiche possono variare.
I sintomi sono sostanzialmente gli stessi della menopausa naturale, ma il fatto che si presentino in una donna giovane può renderli più difficili da riconoscere — spesso vengono confusi con stress, disfunzioni tiroidee o altri problemi. Ecco i principali:
•Irregolarità o assenza del ciclo mestruale (amenorrea)
•Vampate di calore e sudorazione notturna
•Secchezza vaginale e dolore durante i rapporti
•Difficoltà a dormire e insonnia
•Stanchezza cronica
•Calo della libido
•Palpitazioni cardiache
•Dolori articolari e muscolari
•Sbalzi d'umore
•Ansia e irritabilità
•Difficoltà di concentrazione e memoria (il cosiddetto 'brain fog')
•Depressione o senso di perdita
•Bassa autostima, in particolare legata alla fertilità
⚠️ Attenzione: se noti l'assenza del ciclo per 3 o più mesi consecutivi non legata a gravidanza, è sempre consigliabile rivolgersi al ginecologo per una valutazione.
In molti casi (circa il 50-60%) la causa rimane sconosciuta. Tuttavia, esistono diverse condizioni associate:
Alterazioni cromosomiche come la sindrome di Turner (cariotipo 45,X) o la sindrome dell'X fragile possono influenzare la funzione ovarica. Anche una storia familiare di menopausa precoce aumenta il rischio.
Il sistema immunitario può produrre anticorpi contro il tessuto ovarico, danneggiandolo progressivamente. Questa forma è spesso associata ad altre malattie autoimmuni come tiroidite di Hashimoto, morbo di Addison o diabete di tipo 1.
Chemioterapia e radioterapia nella zona pelvica possono danneggiare le ovaie in modo temporaneo o permanente. Anche la rimozione chirurgica delle ovaie (ovariectomia) causa una menopausa immediata.
•Infezioni virali gravi (come la parotite)
•Endometriosi avanzata
•Fumo di sigaretta (accelera l'invecchiamento ovarico)
•Esposizione a sostanze tossiche ambientali
La diagnosi si basa su criteri clinici e di laboratorio. Il medico valuterà:
Non esiste al momento una terapia in grado di ripristinare completamente la funzione ovarica, ma ci sono interventi efficaci per gestire i sintomi e proteggere la salute a lungo termine.
È la prima linea di trattamento raccomandata dalle linee guida internazionali. Consiste nella somministrazione di estrogeni (con o senza progesterone, a seconda che la donna abbia l'utero o no) per compensare il deficit ormonale. Benefici principali:
La TOS è generalmente raccomandata fino all'età media della menopausa naturale (circa 51 anni), salvo controindicazioni specifiche.
La carenza di estrogeni accelera la perdita di massa ossea. È fondamentale un apporto adeguato di calcio (1000-1200 mg/die) e vitamina D, e una MOC (densitometria ossea) periodica per monitorare la situazione.
Le donne con menopausa precoce hanno un rischio cardiovascolare aumentato. Stile di vita sano, attività fisica regolare, alimentazione equilibrata e controllo dei fattori di rischio (pressione, colesterolo, glicemia) sono essenziali.
La diagnosi può avere un forte impatto emotivo, soprattutto se la donna desiderava una gravidanza. Un supporto psicologico — individuale o di gruppo — può fare una differenza enorme nell'elaborazione del lutto per la fertilità e nell'adattamento alla nuova condizione.
Questa è spesso la domanda più dolorosa per le donne che ricevono questa diagnosi. La risposta è: dipende.
In una piccola percentuale di casi (5-10%), le ovaie possono riprendere a funzionare spontaneamente, rendendo possibile una gravidanza naturale. Per questo motivo, se non si desidera una gravidanza, è comunque necessario usare una contraccezione.
Le opzioni per chi desidera avere figli includono:
•Ovodonazione: la soluzione più efficace, con tassi di successo elevati
•Adozione e affido: percorsi che molte coppie scelgono con grande consapevolezza
•Conservazione degli ovociti: se la diagnosi arriva in una fase precoce e c'è ancora una riserva ovarica residua
Oltre alla terapia medica, alcune abitudini quotidiane aiutano a sentirsi meglio e a proteggere il corpo:
Ricevere una diagnosi di menopausa precoce è un momento difficile. Le emozioni che si vivono — confusione, tristezza, senso di ingiustizia — sono comprensibili e legittime. Ma è importante sapere che non si è sole e che, con il giusto supporto medico e psicologico, si può vivere bene.
Il primo passo è rivolgersi a un ginecologo specializzato in endocrinologia riproduttiva, che possa costruire insieme a te un percorso personalizzato. La diagnosi precoce è preziosa: permette di intervenire in tempo per proteggere ossa, cuore e qualità della vita.
Parlarne — con il medico, con le persone care, o anche in community come Mammeonline — è già il primo passo verso la guarigione emotiva.