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Fumetti didattici per aiutare le comunità di paesi in via di sviluppo a crearsi da soli un futuro diverso: è questa l’idea messa in atto da Plain Ink, associazione no-profit unica, che opera allo stesso tempo in Italia e in India realizzando e diffondendo originali fumetti bilingue con l’obiettivo di favorire l’integrazione tra culture diverse e combattere la povertà. |
Una giornata per rendere omaggio alla Liberazione. |
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Un regalo dal bosco è la storia di un affidamento familiare. Gli animali del bosco delle meraviglie decidono di prendersi cura e di aiutare a crescere un cucciolo d'uomo trovato abbandonato nel bosco dallo gnomo Generoso. Autore:
Maria Giuliana Saletta
Editore:
Albero dei libri
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In occasione della Festa della mamma esce il libro delle frasi buffe dei bambini di Mammeonline. Gabriela Fiore e Mirco Zilio hanno raccolto frasi divertenti ed espressioni esilaranti tutte rigorosamente "sotto il metro di altezza". Insomma, tutte quelle meravigliose e inaspettate battute involontarie che solo i bambini sono in grado di pensare (e la sfrontatezza di dire). LA MAMMA È PIÙ BUONA DEL CIOCCOLATO è tutto questo: un libro pieno di umorismo corredato da irresistibili e divertentissime immagini.
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La parola mamma all'orecchio di ogni bambino, suona magica. Ma chi è una mamma? Quante mamme può avere un bambino? Quanti modi esistono per venire al mondo? Autore:
Isabella Paglia, Francesca Cavallaro
Editore:
Edizioni Fatatrac Giunti
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Cos’è leggere per un lettore? Necessità, svago, approfondimento o anche solo regalarsi un gettone di presenza, un’oasi sperduta in uno spazio immaginario che renda, almeno per un po’, evanescenti e irraggiungibili. |
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Dal forum che abbiamo dedicato allo scambio di informazioni ed esperienze relative al massaggio infantile, ci piace riportare questa esperienza di una mamma adottiva e il contributo di Barbara Cravero, esperta di massaggio del bambino. E' commovente leggere quanto può fare il tocco amorevole di una mamma e quanto potente possa essere questo strumento comunicativo tra madre e figlio. |
I bambini adottati nella scuola italiana spesso vengono considerati secondo due categorie macroscopiche: quella dell'intercultura e quella dell'handicap. Intercultura quando si tratta di affrontare il tema delle “differenze”, handicap quando si tratta di difficoltà nell'apprendere e nel vivere a scuola. Entrambe le categorie non sono sempre pertinenti alla realtà dei bambini adottati. |
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A volte mi domando perché lo faccio, per quale motivo continuo a prendermela per tutto quello che di strano succede in ambito adottivo. Non starei forse meglio se iniziassi a fregarmene accettandolo come inevitabile? Conformarsi ad un pensiero comune che vuole che le cose vanno in questo modo, punto e basta. |
Nell’articolo precedente ho narrato i genitori adottivi come se fossero dei “trapezisti” appesi su precari trespoli in attesa della presa decisiva. Ora, collegandomi a questo racconto volevo parlare della RETE. |
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“Finalmente cinque mesi di congedo di maternità anche per le mamme adottive?” Sì, ma purtroppo solo per alcune! |
Eccoli lì, a mille metri dal suolo, appesi ad un trapezio. In equilibrio instabile su piccoli trespoli con in mano queste improbabili altalene sospese nel vuoto. Uno di fronte all'altro. Non indossano il tipico costume striminzito dei trapezisti professionisti e nemmeno sono così allenati, hanno tanti timori ed un coraggio grande come il cuore che portano fieramente in petto. Ma chi sono questi strani tizi? |
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Oggi la mamita; mi ha svegliato prima del solito. Mi ha messo la maglietta azzurra, quella che mi piace tanto, e le scarpine rosse che profumano di ciliegia. Mentre faccio colazione, vedo che mette il mio cuscino con gli animaletti, quello con cui dormo ogni notte, nel mio zainetto-con-i-piedi… |
L'holding, o abbraccio contenitivo, è un metodo per affrontare le crisi dei bambini e che utilizza l'abbraccio per rafforzare il rapporto tra genitori e figli. |
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“Solo e abbandonato”: un idioma, un’espressione che spesso viene utilizzata anche nel linguaggio comune, quando si vuole attirare l’attenzione su una situazione spiacevole, oppure, anche a mò di scherno, in ambiente familiare, quasi a voler mistificare una paura. |
Qualche giorno fa ho incontrato un mio caro vecchio amico che da pochi giorni è diventato padre. Era felice ed entusiasta, pieno di quell’energia unica di questi momenti della vita. Un vulcano di entusiasmo e di trepidazione, di passione e gioia, di sogni e prospettive. Una meraviglia. |
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Questo mio secondo articolo sarà un po' più breve del previsto. Scriverò poco non perché abbia poco da raccontare (chi mi conosce sa che la sintesi non è tra le mie principali doti), quanto piuttosto perché sono stanco morto. |
Da quando ho cominciato, qualche anno fa, a incontrare coppie adottive mi sono imbattuto in uno strano fenomeno che ho ribattezzato “La sindrome di Stoccolma post adottiva”. |
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L’Associazione nasce da un gruppo di madri adottive che hanno partecipato agli incontri organizzati dal Servizio Sociale Territoriale dei comuni di San Miniato e Santa Croce sull’Arno. |
Spesso ci si chiede se davvero la genitorialità adottiva sia poi così diversa da quella biologica: se il legame genitoriale è fondato sull’affetto e non sulla fisicità non vi dovrebbero essere differenze, eppure spesso veniamo messi in guardia dal pericolo di confondere questi due modi di essere genitori. Ma quali sono le peculiarità della genitorialità adottiva?
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Parlare di abbandono durante il percorso adottivo è difficile: si preferisce focalizzare l'attenzione su altri aspetti del bambino, o sui bisogni della coppia, magari sulle difficoltà a generare un figlio, sul desiderio adottivo. |
Adottare un bambino grande o un preadolescente o addirittura un adolescente è una scelta che richiede un'attenta riflessione da parte della coppia proprio per la complessità che la relazione genitori - figli presenta nel percorso di accompagnamento verso l'età adulta. |
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Una amica ci ha chiesto come mai per le coppie in attesa di adozione nazionale o adozione internazionale, passa così tanto tempo dalla domanda all'arrivo del bambino. Abbiamo chiesto a Fabio Selini di risponderle. |
Quali strategie andrebbero attivate davanti alla realtà dell'infanzia in stato di abbandono? E l'adozione nazionale e internazionale che ruolo ha? |
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